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L'ANTICA
VIA "REGINA"
La
chiesa dedicata ai Santi Giacomo e Filippo è
una delle numerose chiese che si trovano lungo il percorso
della cosiddetta "Antica Via Regina", il cui
tracciato è stato ripreso, più o meno
fedelmente, dall'attuale strada statale 340.
La
tradizione popolare vuole che tale strada sia stata
realizzata dalla Regina Teodolinda, regina dei Longobardi,
vissuta nel VII secolo d.C., tanto famosa da vedersi
attribuite, spesso senza fondamento, numerose opere
tra cui strade, chiese, torri...
In
realtà la strada "Regina" ha un'origine
molto più antica, in quanto risale all'epoca
romana. A riprova di quanto detto vale la pena ricordare
che esiste un documento, "una pergamena lunga sette
metri, sulla quale un monaco tedesco, nel milleduecento,
ricopiò un itinerario militare romano, il quale,
nel tratto a noi interessato, portava da Milano a Como,
proseguiva lungo il lago fino a Chiavenna. Questo documento,
ora conservato presso la Biblioteca Imperiale di Vienna,
è detto Tavola Peutingeriana (leggi: Pointingheriana),
dal nome di un proprietario, Corrado Peuntinger"
(1)
La
strada è stata quindi realizzata dai Romani a
causa delle rivolte delle popolazioni alpine contro
Roma. "L'imperatore Augusto incaricò i suoi
due figli adottivi Druso e Tiberio di sedare la rivolta
scoppiata nel 16 a.C., cosa che avvenne nell'anno successivo,
il 15 a. C. Questa missione bellica è la causa
e l'origine di quasi tutto il percorso viario transalpino
nella parte centrale delle Alpi, compresa la via Regina.
Certamente, durante la campagna di pacificazione l'esercito
romano dovette utilizzare i camminamenti già
esistenti, ma queste piste si rivelarono di tale importanza
tattica e strategica che, in previsione di altre guerre
per la conquista globale della Germania, vennero trasformate
in vere e proprie strade.
Il tracciato più antico della via Regina fu probabilmente
iniziato da Claudio Marcello nel 196 a.C. e ultimato
da Cesare, fondatore della Como nuova. Questa antica
via correva più alta rispetto a quella tracciata
dopo la guerra del 16-15 a.C., ma non fu mai completamente
abbandonata tanto che nel Medio Evo venne utilizzata
come percorso alternativo, ritenuto più sicuro
nel periodo delle invasioni. Anche il nuovo tracciato
in alcuni punti dove la costa si presentava impraticabile,
come nel tratto tra Nobiallo e Acquaseria, doveva inerpicarsi
per scavalcare notevoli dislivelli come il Sasso Rancio
alto 337 metri." (2)
Col
passare dei secoli, nel Medioevo, si perse l'attributo
di "regia" con il quale era nata, e
questo aggettivo si trasformo in "Regina"
al quale venne poi affiancato il nome "Teodolinda",
tanto cara al popolo lombardo. Da qui il nome "Antica
Via Regina Teodolinda", inesatto ma ancora diffuso
ed utilizzato.

Un
tratto dell'originario percorso dell'"Antica
Via Regina"
1)
M. Belloni Zecchinelli e L. M. Belloni, "Comunità
Montana Alpi Lepontine Meridionali - Storia e Vita"
2) Bina Battistella Fraquelli, "Passegiate
Archeologiche in Centro Lago", Ufficio Turistico
di Cadenabbia di Griante, Como
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